Gruppo folk dall’orientamento politico non troppo implicito. Ultimamente il gruppo ha sostituito il frontman Cisco perdendo agli occhi dei più, sottoscritto compreso, molto del loro fascino.
In un giorno di pioggia
Morte di un poeta
Ninna nanna
Le lucertole del folk
Qualche splendido giorno
Bandabrdò
La Bandabardò è un gruppo fiorentino di rock e folk principalmente acustico formatosi nel 1993, il cui nome è un omaggio a Brigitte Bardot. Nasce l’8 marzo 1993. Enrico “Erriquez” Greppi, cantante franco-lussemburghese-fiorentino riesce a convincere Alessandro Finazzo (detto Finaz), allora virtuoso chitarrista elettrico, a buttare via ogni amplificatore e a fondare una band che proponesse canzoni da cantare tra amici. L’obiettivo è infatti quello di trasportare sul palco la stessa atmosfera delle suonate tra amici e la neonata band comincia un tour in Italia e in Francia suonando per locali e anche per strada.
20 bottiglie di vino
Se mi rilasso collasso
Sempre allegri
Manifesto
Vento in faccia
99 posse
Come gruppo i 99 Posse nascono nel 1991 come diretta espressione del “Centro Sociale Occupato Autogestito” Officina 99. I 99 Posse sono un gruppo musicale rap/raggamuffin italiano originario di Napoli, formatosi il 22 settembre 1991, scioltosi il 4 gennaio 2005 e riformatosi il 18 luglio 2009.
PREMETTENDO CHE MOLTI DI QUESTI CANTANTI O GRUPPI NON SONO PIù INDIPENDENTI MA SONO PASSATI SOTTO LE MAJOR
Il termine Indie è spesso confuso con il tipo di suono prodotto dal musicista quando è in realtà il modo in cui il suono è presentato o prodotto. Infatti, esso è spesso associato a un artista o a un gruppo che non fa parte della cultura mainstream o che fa musica al di fuori dell’influenza della stessa. Sebbene lo stile musicale di questi gruppi possa variare molto, tale associazione deriva infatti da un atteggiamento tipo “fai-da-te” e dall’abilità di lavorare al di fuori delle grandi corporations. Tale classificazione comprende uno spettro stilistico amplissimo, che va dalla psichedelia degli anni sessanta alla disco-wave degli ottanta, dalla più classica matrice beatlesiana a certo stile “cantaurorale”, dalle invenzioni del genere “industrial” fino al cosiddetto “extreme metal”, dal contenitore “black music” al punk, alla new wave pionieristica dei tardi anni settanta, all’elettronica dello stesso decennio con tutte le contaminazioni e sotto-categorizzazioni possibili racchiuse; viene impiegato talvolta per demarcare un concetto di autonomia dai grandi circuiti produttivi e distributivi dell’industria discografica, talvolta in senso estetizzante per fare riferimento a specifici generi o suoni tipici e riconducibili nell’ambito di queste produzioni musicali.
I Marta sui tubi sono una band folk punk italiana, formatasi nel 2002.
I marsalesi Marta sui tubi sono un progetto nato quasi per caso: Giovanni Gulino (già voce degli “Use And Abuse”) e Carmelo Pipitone (già voce e chitarra dei “RYM”), vengono a conoscenza dei rispettivi progetti acustici scambiandosi dei demo nell’estate del 2002, e decidono di fare musica assieme. Nell’autunno dello stesso anno si trasferiscono a Bologna. Nella città emiliana danno vita ai Marta sui tubi, gruppo che si basa su due voci e una chitarra acustica. Il repertorio è molto vario, si parte da varie cover che spaziano da Jeff Buckley fino a Bugo, aggiungendo a queste una trentina di canzoni inedite. Continuano a suonare per tutta la stagione fredda nei pub bolognesi, riuscendo ad attirare sempre più pubblico e diventando un vero e proprio fenomeno underground. Nel mentre scrivono nuove canzoni che man mano propongono alla gente che va a vederli. Nel gennaio 2003 i Marta sui tubi registrano un demo con un solo microfono, 11 canzoni per farsi conoscere da produttori e case discografiche. Fabio Magistrali, produttore di molti artisti tra cui anche il già citato Bugo, ascolta il demo ed accetta subito il ruolo di produttore artistico per la band. L’album di esordio della band, Muscoli e dei, viene pubblicato nel 2003. Nel 2004 entra a far parte del gruppo il batterista Ivan Paolini. Nel 2005 viene pubblicato il secondo album, C’è gente che deve dormire, che vede la partecipazione di alcuni musicisti italiani quali Bobby Solo, Moltheni e Paolo Benvegnù. Nel 2008 i Marta sui tubi fondano una loro etichetta discografica, la Tamburi Usati, il cui nome è un’anagramma del nome della banda. Ogni commento a queste canzoni mi sembra sprecato. I testi dei MST sono semplicemente bellissimi, l’accompagnamento musicale è semplice e le atmosfere che si creano sono di quelle giuste quindi GODETEVELI
Cenere
Odio sorprendermi
e stare a un passo dal bisogno
di volere fare ancora un passo in più
sei schiuma sulle onde dei pensieri che si
affannano
sulle rocce calde di
quest’isola
comprerei da te…
ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
brucerò sulla mia stessa cenere
E come anelli intorno al nulla
galleggiamo nell’inganno di un
sorriso
che ci schiaccia ma che non
c’incastra più
cerchi concentrici se vuoi
remavo contro ai tuoi
miracoli
gettavo ombre sui miei limiti
e non ho più…
più pensato ai sogni che ora
comprerei da te…
ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
pagherò sulla mia stessa cenere
Vecchi difetti
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c’è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d’inferno
Why? why? … vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l’immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com’è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
L’abbandono
Le case in cui ho vissuto
erano cieli chiusi dentro ad una scatola
ed ho lasciato tracce tanto chiare
che qualcuno male interpreta
l’educazione non prevede che
si possa andare via bene
senza stare un poco male
…….per l’alba che c’e’ in me
in fondo anche un pianeta non e’ altro che
una scatola
un po’ sferica
le cose che non ho portato via
erano quelle
che non hai voluto
quelle che ho scartato
prima di andar via……
sono un infinitesimo di te di me e di te
solo una parte infinitesima
sono un infinitesimo di te di me e di te
solo una parte infinitesima
La Spesa
Un’altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
un saggio su come perdere
tempo senza sprecare nemmeno un minuto.
Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi
con me nel labirinto di un monolocale
a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
sopra il pavimento di un quinto piano condominiale
E non so come ma arriverò puntuale.
Mi manca un kilo di faccia integrale
e due etti ci comprensione
e un cartone d’ amore a lunga conservazione
non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora
E non so dove ma arriverò puntuale
Oh che vasta scelta
mi si presenta
che sceglierò
ma voglio di più
per riempire la cesta
Che sceglierò
Vorrei essere io una volta
scelto
“Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell’anima un pò scura che ti
porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l’innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche”
“…Di spalle o col viso rivolto alla mia ermeticità gravità,
so di aver dio dentro, ma non è nient’altro che un piacevole stupro,
un fulmine, un fulmine dentro la schiena!”
31 Lune
Mamma ho perso il limite, dove sarà?
Sembra quasi che la notte non finisca mai
E che io debba già fare a meno della mia ombra.
Slegati da me se puoi, non soffrirai.
Voglio solo accostarmi all’anima
Per udire nuovi suoi e scale celestiali che la gente non ricorderà…
Mamma ho perso il limite, dove sarà?
E i dubbi in cima agli alberi…
Respirano gli occhi stanchi,
31 lune ai miei fianchi a celebrare la mia giustà età
Le stelle crocefisse in cielo e noi
A scoprire nuovi suoni e scale celestiali che la gente non ricorderà…
Giusto ieri nell’introduzione parlavo dell’influenza degli amici, della gente che frequenti sui gusti musicali.
Fino a qualche anno fa sinceramente non li ascoltavo i SubsOnicA , adesso invece cerco i biglietti per i concerti.
I Subsonica sono un gruppo musicale italianosynth rock nato a Torino nel 1996. Nei loro 12 anni di carriera hanno pubblicato 5 album in studio e venduto complessivamente circa 400 mila copie di dischi [1] oltre a numerosi premi e riconoscimenti quali Premio Amnesty Italia, MTV Europe Music Award, Premio Italiano della Musica, Italian Music Awards, Premio Grinzane Cavour ed una partecipazione al Festival di Sanremo. Il loro sito ufficiale accoglie una media di 15.000 ingressi settimanali, complice un aggiornato diario di bordo che racconta da Sanremo in avanti tutte le tappe del gruppo.
Premettendo che ogni canzone ha il suo personale perchè, vi propongo le migliori a mio parere:
L’odore
Questa canzone fa parte dell’album Terrestre. Il disco è uscito il 22 aprile2005 ed è il quarto lavoro dei Subsonica che a distanza di 3 anni da Amorematico ha prodotto un album con sonorità più rock pur sempre mantenendo parentesi elettroniche, tipiche del suo genere. L’album è stato uno dei più venduti in italia con 101.858 copie.
È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio…
Alba a quattro corsie
Estratta dallo stesso album, Terrestre
Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
con il coraggio di chi non ha nulla da perdere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che è stato, su ciò che sarà.
Luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Come se il sonno potesse impedirti di fingere,
come se tutto potesse ad un tratto rivivere.
Guardo i tuoi occhi socchiusi ed ho voglia di piangere,
scendono in gola la pioggia l’asfalto la polvere.
Come bagliori residui in un fondo d’oceano
dentro i ricordi annegare in un tempo che non c’è più,
vedo gli errori che non ha più senso ripetere,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare
senza voltarsi più.
Come abbaglianti meduse in un fondo d’oceano
scie di pensieri su quello che lascio, su ciò che sarà,
luce di quasi mattino in gocce di nuvole,
sento l’odore di asfalto di pioggia di polvere.
Prima di andare, prima di andare, prima di andare….
Mammifero
La canzone fa parte dell’album Amorematico. Amorematico è il terzo album della band torinese Subsonica, pubblicato nel 2002 dalla Mescal. Il disco è uscito l’11 gennaio. Il brano Nuova ossessione è stato realizzato in collaborazione con i Krisma, Nuvole rapide e Sole silenzioso ha visto la partecipazione di Roger Rama e Gente tranquilla è stato realizzato con il rapper marocchino Rachid.
Oggi rubo il fiato alle mie ansie, perciò
Se guido in fretta sotto il sole, giusto perché
Necessito contatto fisico più che intimo e subito.
No complicazioni, zero o poca teoria, non più
Discorsi oziosi e gente in posa, ma solo
Voci amiche, caldi sguardi e voglia di disconnettermi…confondermi.
Quando il mammifero è ciò che ti resta di me
A corpo libero, in tutto l’istinto che c’è.
Solo un mammifero è ciò che ora cerco da te.
Vivo compulsivo e senza più gravità.
Oggi non mi voglio critico. Neanche necessariamente lucido.
Solo muovermi sudando disarticolato, confondermi distinguermi.
Voglia di ballare, però forse non so non dirmi cosa fare, perché non lo farò.
Su onde cerebrali a corpo libero tutto il tempo che tempo non è…
Dormi
Brano tratto dall’album Terrestre. Terrestre è il quarto album della band torinese Subsonica, pubblicato nel 2005 dalla EMI.
Dolce è il dolore che porti negli occhi,
quanto il perdersi dentro di te.
Ed il lieve infuriare di rabbia che porti
aggrappata alla fragilità.
Dormi che è meglio pensarci domani
alla muta distanza che scorre tra noi
quando non sei vicino a scaldare i miei sogni,
quando i sogni nemmeno son qui.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio così.
Non immagini quanto sia dolce sfiorare
dai tuoi incerti sorrisi la felicità.
Anche solo per pochi secondi capire
che qualcosa di buono c’è in me.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio
dormi che è meglio per noi.
Dormi che è meglio
dormi che è meglio dormi che è meglio così.
Aurora sogna
Niente da dire. Ballate e scatenatevi!!
Si sveglia che fa buio ormai d’abitudine
La notte le regala un’aria più complice
Detesta il vuoto dei rumori della realtà (aurora sogna)
Ma col volume a stecca può sopravvire (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Qualche gelato al giorno forse la nutrirà
Non crede nell’amore in cio’ è molto semplice
Come si chiama questa voglia di vivere (aurora sogna)
Che nel suo corpo ha bisogno di espandere (aurora sogna)
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Lei senza più mangiare lei senza più dormire
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico
Che faccia di lei qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l’orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un’esclusiva felicità
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei
Qualcosa fuori dal normale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Occhi bionici più adrenalina
Sensori e ciberbenetica neurale
Sogna una carne sintetica
Nuovi attributi e un microchip emozionale
Labbra cromate ricordi seriali
Emozioni e un nuovo impianto sessuale
“Record europeo per biglietti venduti in un concerto da un singolo artista” per il concerto Campovolo
Primo assoluto al mondo per numero di biglietti venduti in un singolo concerto secondo le classifiche della rivista americana Pollstar, per il concerto Campovolo
“Premio Arena di Verona” per aver saputo fondere l’energia del rock con lo spirito classico dell’orchestra dell’Arena di Verona
Dopo questa breve introduzione tratta da Wikipedia vi propongo una serie di canzoni, a mio parere le più belle, con tanto di testo e video (sempre che mi riesca )
Leggero
E’ un brano musicale scritto da Luciano Ligabue, estratto come settimo singolo dall’album Buon compleanno Elvis del 1995. Il brano, posto a chiusura dell’album Buon Compleanno Elvis, fa da cerniera a tutto l’album, citando molte parti da diverse canzoni dell’album stesso. La posizione all’interno dell’album non è casuale, infatti la canzone è in un certo senso lo “sfogo” che si ha dopo aver subito tante pressioni, quando carichi di preoccupazioni e stanchezza si vuole staccarsi dalla pesantezza della vita, sentendosi appunto “leggeri”. La musica sottolinea la progressiva esplosione di questa sensazione di leggerezza. Il brano, infatti, inizia con la voce di Ligabue accompagnata dagli accordi di una sola chitarra acustica, e si conclude, al termine di un climax che prende tutto il brano, in una vera e propria esplosione musicale nell’ultimo ritornello, che rappresenta proprio lo staccamento dalle preoccupazioni del mondo e il senso di leggerezza che si prova.
Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro
per potersi consolare
godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos’ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro
certo alcuni sono in sala giochi
e l’odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una
canzone.
Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po’ pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c’è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.
I duri hanno due cuori
Pezzo in parte parlato (sullo stesso stile di Bambolina e barracuda contenuta in Ligabue), in cui il Liga narra di un personaggio con la fama di duro, Veleno, e della sua vita fatta di poche soddisfazioni e molti momenti no intesa come metafora di vita di ognuno. La musica ha tonalità rock, ma molto melodiche, in cui il bpm si mantiene andante, ma non troppo. Il pezzo è diventato l’inno del fanclub del rocker.
Un quarto alle dieci e Veleno è seduto
da Mario davanti a una grappa e a un posacicche pieno.
Lo salutano male, forse perché sanno tutto di lui
o, almeno, ne sanno una loro versione.
Una foto di donna gli brucia da dentro la giacca
chiaramente dalla parte del cuore…
e la gamba gli duole del peso e del freddo di un cannone
che chissà come è riuscito a trovare.
Non ha tempo né voglia di pregare Dio perché
vuol contare soltanto sul suo dolore, su sei colpi
e infine su di sé…
C’è chi ha scelto la donna sbagliata
e forse ha scelto per tutta la vita
altra scelta che ha è a chi farla finita…
C’è chi ha scritto bestemmie sul cuore
però i conti per sé li sa fare
e il totale non cambia anche se fa star male.
Però non piange mai
se non è davvero solo…
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po’ di più
I duri hanno due cuori
col cuore guasto
odiano sempre un po’ di più ooohhhh!
Un quarto alle due e Veleno è seduto
sul ponte sul fiume a vedere la pistola affondare.
Adesso il freddo è reale: è passato alle ossa uscendo per
forza dal cuore.
Di così tanto mondo c’è solo un posto in cui possa tornare
e gli scappa una stramaledizione…
sta pensando che la sera dopo darà un cazzotto ad un tipo
che questa sera rideva di lui e si è fatto sentire.
Darà pugni alla porta di camera sua e urlerà
alla sua donna ed al suo amico di fare più piano e sul suo divano
si stenderà…
C’è la notte di chi c’ha un amante
e la notte di chi non ha niente
e la notte per forza volenti o nolenti..
C’è chi ha perso una brutta partita
però, forse, una fiche gli è restata
e può darsi ci sia un altro giro di ruota…
E poi non piange mai
se non è davvero solo..
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po’ di più
i duri hanno due cuori
col cuore guasto odiano sempre un po’ di più ooooohhhhh!
Viva!
Altra ballata, in cui il testo è una dichiarazione d’affetto del cantante nei confronti della propria moglie. Dal punto di vista melodico, la canzone parte lentamente, crescendo per poi rallentare di nuovo per l’ultima strofa, dopo un buon assolo dei chitarristi.
Questa qua è per te
e anche se non e` un granché
ti volevo solo dire
che era qui in fondo a me.
E` per te che lo sai
di chi sto parlando dai
e ti piacerà un minuto
e poi te ne scorderai.
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita mi hai passato
e non la chiedi indietro mai e sei
viva viva per quella che sei
sempre pronta, sempre ingorda
sempre solo come vuoi….
Questa qua e` per te che non
ti puoi spegnere non hai mai
avuto tempo devi troppo vivere
e` per te questa qua per la tua
golosità ti strofini contro il
mondo tanto il mondo non ti avrà
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita hai contagiato
quanta vita brucerai che sei
viva viva per quella che sei
niente rate, niente sconti
solo viva come vuoi….
Questa qua e` per te e non e` niente facile
dire quello che non riesco
mentre tu vuoi ridere
Perché sei
viva viva cosi come sei
quanta vita mi hai passato
e non la chiedi indietro mai
perché sei
viva viva per quella che sei
sempre pronta sempre ingorda
sempre viva come vuoi….
Questa qua e` per te
che sai sempre scegliere
e io invece non ho scelta
te la devo scrivere.
Voglio… un mondo comico
voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo
che qualcuno s’affacci a rispondere
Voglio… svegliarmi quando voglio
da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui
ogni volta che io ne ho bisogno
Voglio volere tutto così
voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me
qualcosa che sia per me
Per me
Voglio… il tempo libero
sì, ma libero proprio ogni attimo
e alzare il minimo
con la vita che mi fa il solletico
Voglio… restare sempre sveglio
con tutti i miei sogni
Voglio… tornare vergine
ogni volta che io ce n’ho voglia
Voglio volere tutto così
voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me
qualcosa che sia per me
Per me
Voglio volere
io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
Voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
Voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può
Si può
E voglio… un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo
Un mondo facile
che paga lui e vuole fare lo splendido
Voglio… non dire mai “è tardi”
oppure “è peccato”
Voglio… che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato
Voglio volere tutto così
voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che
tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me
qualcosa che sia per me
Per me
Voglio volere
io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
Voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no
Voglio volere
voglio godermela tutta fin quando si può
Si può…
Sono giorni che vago per internet alla ricerca di un argomento per dare un senso a questo blog e, come deducibile dalla pagina vuota, dopo giorni e giorni l’ispierazione non era ancora arrivata.
Ho deciso allora di cercare nella mia testa un qualche argomento da poter sviluppare ed alla fine credo d’averlo trovato.
Il lampo di genio è il seguente: condividere la “mia” musica.
Riflettendo ho capito infatti che in questi anni i miei gusti musicali si sono modellati e hanno abbracciato sempre più generi diversi partendo dal Rock per arrivare alla musica Elettronica passando per i vari Hip Hop, Reggae, Rap, Metal, Indie ecc.
Con questo blog mi propongo quindi di fare conoscere a chi passa di qui i miei gusti musicali (a grandi linee sia chiaro) e magari di scambiare opinioni e consigli per allargare ulteriormente la mia conoscenza in merito..
Per fare questo intendo dedicare ogni post ad un artista o gruppo proponendo quelli che a mio avviso sono i brani migliori ed inserendo se possibile i relativi video musicali (premetto che saranno per la maggior parte video di esecuzioni live perchè personalmente le trovo molto più belle)