Indie
PREMETTENDO CHE MOLTI DI QUESTI CANTANTI O GRUPPI NON SONO PIù INDIPENDENTI MA SONO PASSATI SOTTO LE MAJOR
Il termine Indie è spesso confuso con il tipo di suono prodotto dal musicista quando è in realtà il modo in cui il suono è presentato o prodotto. Infatti, esso è spesso associato a un artista o a un gruppo che non fa parte della cultura mainstream o che fa musica al di fuori dell’influenza della stessa. Sebbene lo stile musicale di questi gruppi possa variare molto, tale associazione deriva infatti da un atteggiamento tipo “fai-da-te” e dall’abilità di lavorare al di fuori delle grandi corporations. Tale classificazione comprende uno spettro stilistico amplissimo, che va dalla psichedelia degli anni sessanta alla disco-wave degli ottanta, dalla più classica matrice beatlesiana a certo stile “cantaurorale”, dalle invenzioni del genere “industrial” fino al cosiddetto “extreme metal”, dal contenitore “black music” al punk, alla new wave pionieristica dei tardi anni settanta, all’elettronica dello stesso decennio con tutte le contaminazioni e sotto-categorizzazioni possibili racchiuse; viene impiegato talvolta per demarcare un concetto di autonomia dai grandi circuiti produttivi e distributivi dell’industria discografica, talvolta in senso estetizzante per fare riferimento a specifici generi o suoni tipici e riconducibili nell’ambito di queste produzioni musicali.
- The Strokes
- Heart In A Cage
- Juicebox
- Reptilia
- The Kooks
- Ooh La
http://www.youtube.com/watch?v=uwrq2o6Woiw&feature=fvst
- See The World
- You Don’T Love Me
- Editors
- Papillon
- Bullets
- Push your head towards the air
- Hockey
- Song away
- Too fake
- Bloc Party
- Mercury
- Banquet
- One more chance
- Helicopter
- King oh Convenience
- Mrs cold
- Misread
- I’d reather dance with you
